Viaggio in Normandia: DAY04

Falaises

Viaggio in Normandia: DAY04

Mappa degli spostamenti di oggi

Partenza da Rouen

Oggi giornata dedicata più che altro alla natura…siamo diretti a nord, finalmente vedremo la Manica e le bianche scogliere con le loro “falaises”  (falesie)! Dopo una veloce colazione alla boulangerie che tanto ci è piaciuta ieri, lasciamo Rouen verso Fecamp.

Fecamp

La giornata è freschina soprattutto a causa della crescente brezza proveniente dal mare, ma quando molla il vento il sole è inesorabile: si suda. E’ sabato e Fecamp  sembra particolarmente operosa: troviamo parcheggio abbastanza in centro e raggiungiamo a piedi l’Eglise Abbatiale de la Sainte Trinité, davanti alla quale giacciono le poche rovine di un castello (dei Duchi di Normandia,  che qui risiedevano ai tempi di Riccardo Cuor di Leone). Visitiamo la chiesa, il cui interno in pietra bianca è davvero molto luminoso, illuminato dal sole del mattino attraverso ampie vetrate policrome. Singolare la reliquia conservata in una teca dorata (purtroppo chiusa): un frammento di legno di fico giunto qui via mare dalla Palestina e che, secondo la tradizione cristiana, è pregno di una goccia del sangue di Cristo. Usciamo dalla chiesa e spostiamo la macchina di poche centinaia di metri verso il porticciolo, e subito rimaniamo impastati nel traffico: è sabato, oggi è giorno di mercato! Subito di fianco agli attracchi delle barche a vela e delle piccole barche dei pescatori ci sono bancarelle di generi alimentari (formaggi , salumi e miele in quantità industriale) ed un piccolo palco sul quale un cantante – dall’ugola nemmeno così malvagia – dispensa musiche country. Tra le bancarelle è quasi impossibile passare senza spintonare qualcuno, c’è una ressa tremenda, anche considerando che molti stanno facendo la fila per acquistare del pesce arrosto con patate per poi gustarselo nell’area antistante al palchetto. Parcheggiamo e ci avviamo a piedi lungo il molo che termina con un faro… il vento si fa particolarmente intenso ma la vista è splendida: a poche decine di metri ad est una bianca parete di roccia “a strati” si staglia di fronte a noi e alla sua base piccola spiaggia di ciotoli fini, sulla quale una ragazza sprezzante della furia degli elementi si sta leggendo un buon libro; ad ovest si ammira la scogliera che porta fino a Etretat, ma da qui non si apprezzano ancora le falesie, siamo troppo lontani. Attorno al faro ci sono molti “pescatori” della domenica (o meglio, del sabato) con le rispettive mogli al seguito. Qualche foto e torniamo in paese per ammirare il Palazzo Benedettino, patria secolare del famoso liquore d’erbe: avevo letto molto sulla storia di questo liquore (inventato qui da un monaco italiano, poi persa la ricetta e riscoperta durante la Rivoluzione) ed era chiaro che questo posto ruotasse attorno al commercio di tale liquore ed alle visite turistiche alle distillerie/cantine. Entriamo giusto per curiosare nel cortile del Palazzo, che pure è bellissimo esternamente, e torniamo poi alla macchina: è ora di andare ad Etretat ad ammirare le falesie…ma prima di tutto, è ora di pranzo!

Etretat e le falesie

Arriviamo ad Etretat ed è subito una lotta per trovare un parcheggio: c’è davvero una marea di gente! Ma non ci facciamo impressionare: in un piccolo senso unico c’è un posto libero di fianco a delle ville – siamo a due minuti a piedi dalla spiaggia – ed un piccolo bidone dell’immondizia lo occupa. Ma dico, scherziamo? Scendiamo dall’auto, spostiamo il bidone un metro piu avanti e parcheggiamo…i parcheggi sono fatti per le auto, non per i bidoni della spazzatura! Il languorino però non può più attendere..sono quasi le 14, entriamo in un ampio ristorante a poche decine di metri dalla spiaggia, arredato come una nave corsara. Temiamo – vista la posizione strategica e la turisticità del luogo – un salasso vergognoso, e invece siamo stati benissimo: abbiamo assaggiato (per la prima volta nel viaggio) le famose moules frites: una pentola di cozze alla normanna a testa, corredate da ampie porzioni di patatine fritte ed un bel birrone gelido. Che dire, una libidine! Tutto è valso ogni centesimo speso, e dobbiamo dire che ci ricordiamo di esserci raramente alzati da tavola così contenti di un pranzo al ristorante.

Una passeggiata è d’uopo per smaltire le cozze…la spiaggia del paese è abbastanza affollata, e la vista – nonostante il sole sia andato sotto le nubi e il vento sia intenso – è mozzafiato: ad est c’è la bellissima Falaise d’Amont mentre nel senso opposto – dove siamo diretti – sul fondo della spiaggia inizia il sentiero sterrato per la cima della Falaise d’Aval. Molte persone salgono e scendono lungo il sentiero, che è abbastanza ripido, costellato di vene rocciose e si snoda lungo un verdissimo manto erboso. Il sentiero è irto di inciampi rocciosi e bisogna stare molto attenti nella marcia: inotre – e diciamo purtroppo – è un luogo totalmente inaccessibile per i portatori di handicap e per chi non ha difficoltà motorie. Nell’entroterra si ammirano degli sconfinati campi da golf sulle pareti di un clivio e c’è in corso una partita: roba per gente di alto livello! I gabbiani volano tutto attorno ai turisti e vanno elegantemente a posarsi sugli anfratti rocciosi, dove nidificano, quasi noncuranti della presenza umana. C’è un panorama a dir poco incredibile! Ammiriamo l’Auguille e la Manneporte, dopo di che proseguiamo sul costone roccioso fino alla Falaise d’Aval, splendida opera d’arte naturale che secoli di erosione continua della roccia da parte di vento e mare ci hanno donato. Arriviamo fin sullo strapiombo sulla falesia ed alcuni ragazzi azzardano percorsi fuori sentiero per ammirare meglio la scogliera: è molto pericoloso, visto e considerato che già dai sentieri tracciati il parnorama è unico e ci si può a ragione accontentare! Personalmente, le falesie sono i luoghi del viaggio che ho trovato più belli ed unici! Si potrebbe proseguire ancora oltre sul sentiero (si arriva qui) ma per non tardare troppo preferiamo tornare sui nostri passi e recuperare l’auto: dobbiamo proseguire per ad ovest per Le Havre, dove passeremo la notte (ma non senza prima fare una foto ad uno dei personaggi ricorrenti della Normandia…)

Serata a Le Havre

Arriviamo al BnB Hotel situato ad Harfleur, alla periferia di Le Havre, nel tardo pomeriggio: il tempo di farci una doccia e riposarci un attimo e siamo di nuovo in pista per trovare un posticino dove cenare. Facciamo 200 metri con l’auto e ci fermiamo ad Harfleur, nella speranza di trovare un qualsiasi posto aperto, una speranza vana dal momento che in paese non girava un’anima! Facciamo velocemente il giro a piedi del centro del paese, dove regna una calma quasi surreale. Decidiamo quindi di recarci in città a Le Havre: è sabato sera, troveremo sicuramente un ristorante o una pizzeria aperta – pensiamo. Entriamo a Le Havre costeggiando i grandi impianti industriali e i cantieri navali dell’area portuale, mentre il cielo si divide in due fazioni: il sole che tramonta sereno e un fronte vastissimo di nubi oscure provenienti da nord. Con nostra grande sorpresa constatiamo che Le Havre è quasi disabitata, e questo è davvero strano visto il giorno e l’ora! In giro non c’è davvero quasi nessuno. Nonostante questo, troviamo comunque una pizzeria, ci mangiamo una pizza discreta e torniamo in camera a riposarci.

CONTINUA CON Viaggio in Normandia: DAY05

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