Viaggio in Normandia: DAY10

 

Viaggio in Normandia: DAY10

Mappa degli spostamenti di oggi

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Saint-Malo

Oggi andiamo dritti in Bretagna! Destinazione: il département dell’Ille-et-Vilaine, dove visiteremo nel mattino Saint-Malo e poi ci sposteremo nel pomeriggio attraverso il litorale della penisola, fino a raggiungere Cancale entro sera.

Saint-Malo è una città portuale antichissima separata da un altro grande centro abitato, Dinard, dal largo estuario del fiume Rance. Giungiamo in auto verso le 10 e la nostra buona stella non si smentisce: troviamo parcheggio in uno stradone poco lontano dal porto…dunque, un’ottima occasione per avvicinarsi a piedi ai bastioni della città fortificata , che è letteralmente stata eretta su un grande scoglio nella punta nord-occidentale della penisola. Il porto è strapieno di barche: è estate, e Saint-Malo è un notissimo punto di ritrovo per gli appassionati di vela e un luogo ideale per chi fa windsurf! C’è una leggera brezza di mare, e si preannuncia una giornata molto calda. Entriamo a piedi in città attraversando i bastioni (questa parte della città è chiamata “intra-muros”) e non possiamo non notare che il traffico è già vivace e per strada ci sono molti turisti e “maloins”… Immaginiamo solo lontanamente cosa voglia dire cercare parcheggio nelle strade della città vecchia, quanto costi e soprattutto quanto possa essere difficile manovrare nelle stradine! Decisamente meglio muoversi a piedi. Saliamo verso la Cattedrale di Saint-Vincent, ma prima di entrare a visitarla mettiamo il naso dentro una boulangerie per la colazione e finalmente troviamo il dolce che da mesi leggiamo essere tipico di queste zone: il Kouign-Amann! Mentre ne mangiamo una bella fetta per strada, ammiriamo gli scorci offerti dalle case. Saint-Vincent è una chiesa con planimetria su più livelli – attenzione ai gradini, quindi! – come poche ne abbiamo viste… forse San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia può assomigliarle in parte. Nella chiesa troviamo la tomba di Jacques Cartier, originario proprio di Saint-Malo, primo europeo ad esplorare il Canada.

Torniamo in strada e decidiamo, anche se non ne siamo proprio convintissimi, di andare a visitare la “Demeure du Corsaire”: residenza di lavoro dell’armatore corsaro François Auguste Magon de la Lande, vissuto nel XVII secolo e accreditato presso il Re Sole. Al giorno d’oggi la dimora è divenuta l’Hotel d’Asfeld, ma certe sue parti sono visitabili in qualità di casa-museo. L’ingresso costicchia, ma è compresa una visita guidata e dobbiamo dire che – anche se ci è stato raccontato tutto in francese – non ci siamo persi una singola parola del racconto grazie alla bravura della guida. Visitando le stanze ci si immerge nella storia di Saint-Malo, delle antiche compagnie commerciali che partivano da qui alla volta di paesi esotici da poco scoperti, nella vista dell’armatore Magon… la spiegazione è bella perché è tenuta proprio nelle stanze dove l’armatore incontrava i suoi clienti ed è possibile ammirare numerosi reperti dell’epoca: armi (archibugi, cannoni, spade), modellini e stampe di velieri, riproduzioni di mappe geografiche dell’epoca – le adoro, mobilio d’epoca, senza contare una bella selezione di spezie esotiche.  Usciamo dalla visita decisamente soddisfatti! Se ci fosse tempo, andremmo anche a vedere la mostra dedicata alla cartografia antica che è pubblicizzata per le vie della città…ma purtroppo il tempo non c’è, che peccato!

Dopo un bel panino innaffiato con sidro dolce, consumato sui tavoli in strada di un minuscolo caffè in centrissimo, attraversiamo la città fino al lato ovest delle mura, da cui si accede ad un’incredibile spiaggia che per metà è di sabbia e per metà di scogli: il panorama è mozzafiato, la spiaggia è abbastanza affollata e al largo c’è una moltitudine di vele e di moto d’acqua. La vista è bellissima sulle isole del Grand Bé e del Petit Bé: la prima è teoricamente raggiungibile a piedi quando la marea è bassa, ma ora risulta completamente sommersa. Ad ogni modo, non avremmo comunque avuto il tempo di visitarla. Ci arrampichiamo sugli scogli della spiaggia e restiamo qualche minuto a contemplare questo posto meraviglioso: la brezza di mare ci fa dimenticare che è il primissimo pomeriggio (e già sappiamo che pagheremo cara questa dimenticanza: a fine giornata infatti saremo entrambi un po’ scottati per il sole!). Continuiamo  la passeggiata sui bastioni “costeggiando” la statua di Surcouf e dirigendoci ad est: davanti a noi si vede chiaramente il Fort Nationale. Proseguiamo ancora qualche decina di metri e poi scendiamo di nuovo intra-muros per dirigerci verso l’automobile: ora c’è davvero un mucchio di gente per strada!

Un bagno gelido alla Plage du Verger

Recuperiamo la macchina e usciamo da Saint-Malo lungo la D201, che attraversa la penisola verso est. Fa davvero caldo, ci sono 30°! Decidiamo quindi di fermarci un’oretta a fare i “turisti da spiaggia” per rinfrescarci… Lungo il tragitto di oggi, sapevamo dell’esistenza di una spiaggia molto bella, a Le Verger. Il navigatore ci porta in prossimità della spiaggia e notiamo che tutti hanno avuto la nostra stessa idea: ad entrambi i lati della piccola strada asfaltata costiera c’è una fila interminabile di automobili parcheggiate! Manco a farlo apposta, troviamo come al solito parcheggio non distante dall’ingresso della spiaggia e finalmente ci troviamo uno spazietto sulla sabbia, tra la massa enorme di persone che c’è qui – per fortuna la spiaggia è molto grande. Stendiamo un asciugamano e ci spogliamo – sotto c’è già il costume, siamo previdenti! – e ci dirigiamo verso l’acqua: è gelidissima! La Manica è decisamente diversa dal Mediterraneo. Riesco a bagnarmi i piedi fino alle caviglie ma poi desisto, è troppo fredda…Sara invece ad entrare fino al collo per qualche decina di secondi, poi risale anche lei 🙂

Pointe du Grouin

Ci asciughiamo al sole, ci rivestiamo e ripartiamo verso la punta nord-orientale della penisola, detta Pointe du Grouin. Questo lembo di terra è un’oasi naturale visitabile a piedi da cui si gode di un panorama magnifico su entrambi i lati della penisola, quello verso Saint-Malo e quello verso Cancale. Lasciamo la macchina in una piccola area di sosta predisposta per i turisti e prendiamo un piccolo sentiero tra l’erba che ci porta fin sulla scogliera: da qui ammiriamo l’Ile des Landes, dalle caratteristiche formazioni rocciose, sulla quale si riproducono cormorani neri ed altre specie di uccelli. Se avete buona vista e imbroccate una giornata dal cielo terso, da qui potete vedere in lontananza Mont-Saint Michel – ovviamente lo zoom della macchina fotografica viene in aiuto! Nel piccolo canale tra la scogliera e l’isola, non manca il passaggio occasionale di barche a vela e persone che pescano.

Torniamo sul sentiero principale, passiamo di fronte ad una casa matta abbandonata (residuo bellico) e ci spingiamo fino al punto più a nord della Pointe: da qui si ammira un panorama incredibile…ed è un peccato non poter attendere fino al tramonto, perché davvero ne varrebbe la pena.

Cancale

Concludiamo il nostro tour di oggi riprendendo la macchina ed entrando a Cancale. Cancale è una piccola cittadina, ma è famosa a livello planetario perché viene ritenuta la capitale dell’ostricultura, ed in effetti Cancale vive attorno a questa: ci sono molti ristoranti, soprattutto sul lungomare, che offrono specialità di mare – non solo ostriche, ma ogni genere di frutti di mare (escargots de mer, coquilles Saint-Jacque, ricci, etc..) senza contare il pescato “ordinario”. Siamo venuti a Cancale proprio per farci una bella mangiata di frutti di mare! Io dal canto mio non ho mai assaggiato le ostriche e questo mi pare il posto giusto per la mia iniziazione.

Prima di cena, andiamo a goderci l’imminente tramonto sul pontile di legno al quale attraccano piccole barche: c’è bassa marea e le barche sono in rada, appoggiate su un fianco. Sotto il sole, il bagnasciuga generato dalla marea che si ritira brilla come se fosse disseminato di diamanti e si fa fatica a tenere gli occhi aperti. Dall’altro lato del pontile si notano distintamente i “filari” degli allevamenti di ostriche…stanno a pochi metri dalla riva ed ora che c’è bassa marea è momento di raccolta: alcuni operai muovono un piccolo trattore sul bagnasciuga e caricano le ostriche su dei pianali. Dove vanno a finire tutte queste ostriche? Ai ristoranti, certo. Ma noi sappiamo già che possiamo assaggiarle direttamente al bordo della spiaggia. Infatti, pochi metri oltre il pontile, c’è una piccola piazzetta adibita ai banchetti dei venditori di ostriche fresche al dettaglio: è proprio qui dove vogliamo gustarci le ostriche, direttamente dal produttore al consumatore!!! Di banchetti ce ne sono una decina, tutti con prezzi simili ma formule diverse ma tra loro: c’è chi non si scomoda a vendertene meno di una dozzina, chi invece te ne dà quante ne vuoi. Il fattore comune è questo: ti aprono con il coltello davanti agli occhi le ostriche che vuoi (ci sono diverse tipologie, le migliori e più grandi sono le “creuses”), ti danno un piattino ed un coltellino di plastica per gestirle, e se vuoi ti danno uno spicchio di limone… dopo di che, slurp, te le bevi crude! Ero curiosissimo di assaggiarle: per iniziare ne abbiamo prese 6 per 5€, dopo di che siamo tornati per un’altra mezza dozzina dallo stesso banchetto e nel marasma ci ha fatto pagare solo altri tre euro, per simpatia. Morale: 9€ per 12 ostriche. Dove nel mondo le puoi mangiare più fresche, buone ed economiche? Le abbiamo apprezzate tantissimo, seduti su una specie di mulattiera di fronte ad un tratto di spiaggia ormai irriconoscibile perché completamente ricoperto di gusci d’ostrica. Tutti, finito di mangiare le ostriche, lanciano i gusci sulla spiaggia… e gli uccelli marini ringraziano.

E’ ora di cena…dopo l’aperitivo di ostriche, mangiamo il pesce in un ristorante sul lungomare: un antipasto di molluschi, del pesce alla griglia e concludiamo con dolci bretoni – io resto fedele al Kouign-Amann mentre Sara tenta il Far Breton. Il sole è ormai tramontato: facciamo quattro passi sul lungomare e poi torniamo in macchina a Saint-Malo per la notte, stanchi ma felicissimi della giornata e …un po’ scottati in volto 🙂

CONTINUA CON Viaggio in Normandia: DAY11 …

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