Viaggio in Normandia: DAY11

Viaggio in Normandia: DAY11

Mappa degli spostamenti di oggi

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Dinan

Oggi ci svegliamo un po’ tristi: è il nostro ultimo giorno di viaggio, domani purtroppo saremo di ritorno in Italia 😦 Il nostro itinerario di oggi ci fa puntare verso sud per oltre 150 km: dobbiamo raggiungere Nantes, dove passeremo la notte e domattina prenderemo il treno di raccordo per Parigi. Lungo il tragitto abbiamo pianificato la visita di un delizioso borgo medievale che si chiama Dinan, a pochi kilometri da Saint-Malo.

Il centro abitato antico di Dinan risale circa al XIII secolo , è attorniato da possenti mura e si trova su una ripida altura che sovrasta il fiume Rance.  Arriviamo in macchina e troviamo parcheggio lungo le rive del Rance: sono quasi le 9 del mattino, e sul fiume sono attraccate parecchie barche a vela di piccole dimensioni, giunte qui con ogni probabilità dalla Manica risalendo la corrente. Facciamo pochi passi ed ecco lo splendido ponte in pietra, accessibile sia dai pedoni che dalle macchine – a tutti gli effetti è l’unico attraversamento  possibile sul fiume. Ma a quest’ora di macchine non se ne vedono ancora, e di gente pure…anzi, no: attraversa il ponte un signore anziano e si dirige verso la antistante panetteria dove pochi minuti prima abbiamo comprato una bella fetta di Kouign-Amann (evviva la linea!) per fare colazione. Ci nota e ci saluta con un “Bonjour et… bon apetit!”. Sorridiamo e ricambiamo il saluto con calore.

Il tempo di scattare qualche foto e partiamo ad affrontare la temibile Rue Jerzual, anche se il tempo è bello e fa ancora discretamente fresco… Rue Jerzual (o Rue du Petit Fort, dipende da quale altezza la imboccate) è l’unica via di accesso al borgo medievale di Dinan: è una ripidissima strada in salita lastricata di pietre lisce, sicuramente tremenda da affrontare quando piove e nelle ore più calde (o una combinazione delle due, volendo). Ai lati della Rue, che è in leggera curva, si notano edifici a graticcio bellissimi che ospitano gioiellerie e piccole botteghe d’arte…ovviamente sono tutte chiuse perché è sabato mattina. Saliamo piano, per non stancarci subito, e notiamo che ci sono persone che fanno jogging in discesa dal borgo e (folli) in salita verso di esso. Arriviamo in cima alla Rue ed ecco di fronte a noi il portale di ingresso alla città alta (ricorda le porte di Bergamo alta): varcato questo, si apre una piccola piazza, attorno alla quale si snodano dedali di vie strette dal sapore medievale e letteralmente addobbate con gli stendardi bretoni e del comune. Oggi probabilmente è giorno di mercato: ci sono varie bancarelle nelle piazzette del borgo (sia “turistiche” che non) e con il passare delle ore si vede sempre più gente. Ci spostiamo in Rue de l’Horloge ed alzando lo sguardo vediamo la piccola torre a punta dell’orologio comunale. Proseguiamo e troviamo alla nostra sinistra uno stranissimo edificio a graticcio con porticato e attorno alle finestre decorazioni lignee a forma di gnomi, leprecauni e altre figure fantastiche. Deve essere un bar e spaccio di prodotti tipici, ce ne sono moltissimi qui a Dinan. Proseguiamo lungo la piazzetta ed entriamo nella vicina basilica di Saint-Sauveur, che come moltissime chiese che abbiamo visitato nel nostro viaggio mostra una commistione di stili, sintomo del fatto che la sua costruzione/ammodernamento ha richiesto un arco di più secoli. All’interno, l’organo suona melodie spezzettate: dai manifesti affissi, apprendiamo che domani sera c’è un concerto d’organo ed evidentemente l’organista sta provando i brani…prima di uscire, ammiriamo un coloratissimo ciclo di vetrate che rappresenta le vite di molti santi. Dietro la chiesa c’è un ampio giardino verde che un tempo ospitava un cimitero inglese: passeggiamo fino ai parapetti, dai quali si apprezza una vista incredibile sulle mura cittadine, sulla parte bassa di Dinan, sul Rance e – purtroppo – sull’orribile viadotto automobilistico che è stato costruito proprio sul nostro versante dell’altura.

Oggi è il nostro ultimo giorno in Bretagna: ne approfittiamo per entrare in uno spaccio di prodotti tipici e facciamo scorta di souvenirs alcolici: calvados, tanto bel sidro artigianale – sia dolce che brut –  e anche una piccola scorta della celeberrima birra bretone all’acqua d’oceano “Mor Braz”, del birrificio Mor Bihan di Theix …mannaggia, nei nostri piani originari avremmo dovuto proseguire il viaggio in Bretagna fino a raggiungere proprio quelle zone: Carnac, la penisola del Quiberon ed appunto il golfo del Morbihan… peccato, demandiamo tutto ad un prossimo viaggio con obiettivo unico: Bretagna! Ovviamente, dopo lo shopping siamo decisamente più “pesanti”, ma è tutto calcolato: avevamo spazio nei nostri zaini e ci eravamo sapientemente attrezzati con borse porta-bottiglie già prima di partire 😉 Lasciamo per il momento il carico alcoolico alla gentile esercente dello spazio, per poi tornare dopo pranzo a riprenderlo. Cominciamo a sentire un languorino: Sara ed io ci guardiamo negli occhi e decidiamo di concludere la nostra vacanza normanno-bretone con un ultimo giro di moules frites… attendiamo pochi minuti fino all’apertura di una moulerie che pare molto caratteristica. Oltre che caratteristica, fa delle moules frites squisite e abbondanti: io le mangio al sidro, Sara al Rocquefort… accompagnamo il tutto con sidro dolce artigianale. Con la pancia piena e il cuore  soddisfatto, passiamo a ritirare le bottiglie e ci incamminiamo  sulla Rue Jerzual mentre il sole estivo ci massacra… fortunatamente siamo in discesa! Raggiungiamo la macchina e ripartiamo: la città bassa è ora piena di turisti ed attraversare il ponte di pietra sul Rance diventa un’operazione lenta e non priva di pericolo quando si incrociano altre autovetture in senso opposto (il ponte è largo si e no una corsia e mezzo…)

Verso Nantes

Ci dirigiamo verso sud: viaggiamo su strade a scorrimento veloce, e ci mettiamo circa un paio d’ore a raggiungere Nantes. Infatti, è un caldo sabato pomeriggio di agosto: i francesi escono tutti dalle città e si dirigono verso le spiagge sull’Atlantico… e come se non bastasse oggi è la giornata conclusiva del Festival Interceltico di Lorient, dunque molti saranno diretti proprio lì! Sulla tangenziale che circonda Rennes (che purtroppo non abbiamo il tempo di visitare, ma ne sarebbe valsa decisamente la pena) rimaniamo incastrati in un “bouchon”: restiamo fermi fortunatamente per poco tempo e riprendiamo verso Nantes, dove troviamo un po’ di coda in tangenziale – ma fortunatamente questa volta noi andiamo in senso opposto ai vacanzieri! Facciamo – per l’ultima volta nel nostro viaggio – check-in al BnB Hotel di Nantes, situato a Saint-Sebastien (non lontano dalla riva sud della Loira), ci riposiamo un po’ e facciamo una doccia; per cena ci spostiamo a Nantes in cerca di una pizzeria o di un locale aperto, ma niente da fare: stessa situazione accaduta esattamente 7 giorni fa a Le Havre…ma dove spariscono tutti i francesi il sabato sera??? Ripieghiamo dunque su un tranquillo ristorante a pochi km dall’hotel, dove mangiamo una galette, e poi ritorniamo per la notte.

CONTINUA CON Viaggio in Normandia: DAY12 …

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