Blog restyling!

Dear Readers,

it’s been a while since I’ve posted on this blog: I’ve been off to the United Kingdom for months and quite busy.

Now it’s time to go back to the old habits 🙂

… with a few news:

  • from now on, this blog will focus only on travels, life and wellbeing! Some of you may think “wait – but, I remember a lot of technology posts from this blog! Will this mean: no more tech posts on it ?” The answer is: yes, but I’ve created a brand new blog dedicated to technology – it’s called “Vorsprung durch Informatik” and can be found here: http://csparpa.github.io/blog
  • as this blog will mostly be dedicated to travelling, I’ve decided to open it to external contributors. So you will see posts written by people that collaborate with me and share with me a passion for travels and exploration!

Meet the first external contributor: Selena Nuccini, from Parma (Italy). She describes herself as…

A girl who’s full of life and eager to travel.. folks, that’s me: Selena! 🙂 authentic Parmesan, I have a part-time job and study in this wonderful italian city, which nothing on earth will force me to leave. In my spare time I love drawing, writing but most of all travelling… and that’s why you meet me on this blog! 🙂 Thanks to my parents, I’ve been travelling since when I was a child and now that I’ve grown up I don’t want to stop discovering the world.

Stay tuned on the blog for upcoming posts about Selena’s recent travels and my recent UK experience!


Cari Lettori,

è qualche tempo che non posto sul blog: sono stato nel Regno Unito per alcuni mesi e sono stato abbastanza occupato nel mentre.

Ora è giunto il momento di ritornare alle vecchie abitudini 🙂

… con qualche novitĂ :

  • da oggi, questo blog sarĂ  unicamente dedicato ai viaggi, alle esperienze di vita e al wellbeing! Alcuni di voi potrebbero pensare “aspetta un momento – ma io ricordo di aver visto un sacco di post sulla tecnologia su questo blog! Vuol dire che non ci saranno piĂš post tecnologici sul blog ?”  La risposta è: si, ma ho creato un nuovo blog totalmente dedicato alla technologia – il suo nome è “Vorsprung durch Informatik” e lo potete trovare qui: http://csparpa.github.io/blog
  • dal momento che questo blog sarĂ  dedicato soprattutto alle esperienze di viaggio, ho deciso di aprirlo alla collaborazione con persone esterne. Quindi, potrete leggere post scritti da persone che collaborano con me e condividono la mia stessa passione per i viaggi e l’esplorazione!

Vi presento la prima collaboratrice esterna: Selena Nuccini, da Parma (Italia). Di se stessa dice questo…

Una ragazza piena di spirito e con tanta voglia di viaggiare.. esattamente gente, questa sono io, Selena! 🙂 Parmigiana inside, lavoro part time e studio in questa magnifica cittĂ  italiana, che non ho intenzione di abbandonare per nulla al mondo. Durante il mio tempo libero amo disegnare, scrivere e soprattutto viaggiare… proprio per questo motivo sono qui in effetti! 🙂 Ho imparato a viaggiare fin da piccola grazie ai miei genitori, e ora, anche se sono cresciuta, non voglio abbandonare la mia voglia di scoprire il mondo.

A breve troverete sul blog i post relativi agli ultimi viaggi di Selena e alla mia recente esperienza nel Regno Unito!

Appunti di teoria matematica delle distribuzioni

Nell’anno accademico 2006-2007 ho frequentato il corso universitario di Modelli e Metodi Matematici II (ottimamente tenuto dal Prof. Savaré), che trattava la teoria matematica delle distribuzioni.

Domanda che sorge spontanea: perchè uno studente di Ingegneria Informatica ha seguito un corso del genere (tra l’altro inserito nel piano di studi come “corso a scelta” e non caratterizzante)? Risposta: perchè mi interessava… a tal punto che, all’epoca, avevo raccolto, organizzato e digitalizzato gli appunti del corso di modo che fossero disponibili on-line sul mio sito web di allora – knowledge sharing always rules!!!

Era qualche annetto che questi appunti erano off-line: li ho ritrovati di recente ed ho pensato che sarebbe un vero peccato averli scritti senza che tutti ne possano beneficiare.

Ergo: eccoli di nuovo online nella sezione “Downloads”! Con la speranza che a qualcuno servano!

Banana spadellata al cognac

Banana spadellata al cognac

“Art-attack” culinario

Ieri sera…

h21.00 – suona il telefono, la  mia anziana vicina di casa mi informa che si ritrova in casa un piccolo casco di banane (non sto a dirvi il perchè) e, siccome non può mangiarle, piuttosto che buttarle via chiede se le voglio io. Vado da lei, quattro chiacchiere, e torno con le banane.

h22.00 – scatta la malsana idea.

Mi armo di padella anti-aderente, zucchero bianco (mannaggia, sarebbe stato meglio quello di canna!) e cognac: un poco di zucchero e spirito sul fondo della padella, taglio una banana a fette non troppo spesse, faccio scendere a pioggia ancora un poco di zucchero e cognac. Metto a cuocere a fuoco lento per fare sciogliere lo zucchero senza bruciarlo, muovendo con un cucchiaio di legno. Dopo qualche istante, ravvivo la fiamma e faccio “asciugare”.

Spadello su un piattino e … manca qualcosa! Ah, certo: una bella birretta per accompagnare! Ho in frigo una porter mediamente decisa (“Burgabas” del Birrificio Pavese) che complementa molto bene il gusto dolciastro ed alcolico in superficie della banana.

Yum…

PS: alla fine ho leccato anche la padella 🙂

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Culinary “art-attack”

Last night…

9.00 PM – the phone rings, my old neighbor tells me that she has a small bunch of bananas (I won’t tell you why): she can’t eat bananas, so she asks me if I would. I go to her place, a little gossip and then I come back with the bananas.

10.00 PM – the insane idea pops out of my head.

I take a nonstick pan, white sugar (damn, it would be better brown!) and cognac: I put a little sugar and spirit on the pan, cut one banana in not-too-much-thick slices, pour again a little sugar and cognac over it. A few moments over a low heat, so that the sugar can melt and does not burn and gently shake the whole thing with a wooden spoon. Then, I raise the heat so that the banana can “dry” a little.

I put on a small saucer and then … something is missing! Yes, of course a nice, matching beer! My fridge is storing a moderately strong porter  (“Burgabas” by Birrificio Pavese), which integrates the sweetish and alcoholic taste of the banana very well.

Yum…

PS: I eventually licked the pan, literally 🙂

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References

Burgabas” on Birrificio Pavese’s website

Zucchine ripiene alla ligure

E’ davvero tanto che non scrivo qualcosa in italiano sul blog… bè, siamo d’estate, le zucchine non mancano negli orti e nei supermercati: ecco una bella ricetta!

Ingredienti

  • 8/9 zucchine di media grandezza
  • 4 filetti di acciuga
  • 200 g di tonno sott’olio sgocciolato
  • 2 cucchiai di capperi al sale
  • 2 cucchiai di pinoli
  • 1 cipolla (o scalogno, se pensate che “faccia piĂš figo” :-D)
  • 1 panino raffermo
  • 1 uovo
  • 4/5 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • latte
  • maggiorana o basilico (se piace)
  • sale e pepe

Preparazione

Lessate le zucchine per 10 minuti, lasciatele raffreddare, tagliatele a metĂ  e svuotatele dell’interno. Fate soffriggere la cipolla tritata finemente in poco olio, unite i filetti d’acciuga tagliuzzati e l’interno delle zucchine sminuzzato: lasciate insaporire e asciugare. Tritate il panino ed ammollatelo in poco latte.
Nel mixer frullate il tonno, i capperi mondati dal sale, i pinoli ed il pane ammollato ed unite il trito risultate al composto di acciughe e cipolla. Aggiungete l’uovo, il parmigiano, sale, pepe e le eventuali erbe ed amalgamate per bene. Riempite con il composto l’interno delle zucchine.
Cuocete in forno a 180° per circa 30 minuti e in seguito lasciate dorare.

Viaggio in Normandia: DAY12

Viaggio in Normandia: DAY12

Au revoir, France…

Oggi ci svegliamo un po’ tristi: il nostro bellissimo viaggio sta per finire! 😦

Restano da concludere alcune formalitĂ  prima di partire in treno da Nantes verso Parigi: facciamo gasolio e riconsegnamo l’autovettura. Il problema fondamentale – che ci è costato un po’ di mal di testa, in quanto il sito web della Hertz non spiega bene questa situazione e siamo quindi satati costretti a chiedere lumi alla rappresentante Hertz all’atto della consegna del mezzo a Parigi – è che l’agenzia Hertz la domenica mattina è chiusa… giustamente, direi! Il tutto si risolve parcheggiando l’automobile in prossimitĂ  dell’agenzia – che si trova giusto di fianco alla “gare” di Nantes – e compilando il relativo documento di consegna: lo imbuchiamo nell’apposita buca delle lettere dell’agenzia Hertz e siamo a posto. Ovviamente, non si lascia nulla al caso: ci sinceriamo che il parcheggio sia possibile di domenica e facciamo alcune foto per testimoniare l’ottima cura con cui abbiamo riconsegnato la macchina.

Giusto il tempo per un caffè ed un ultimo croissant al bar della stazione, e già arriva l’ora di partire: il nostro treno è un treno ad alta velocità (una TGV interno) che ci porta in circa un paio d’ore a Parigi, alla stazione di Montparnasse. Da qui, prendiamo la metro e ci spostiamo alla Gare de Lyon, dove pranziamo e da dove nel pomeriggio prendiamo il TGV per Milano: arriviamo a Porta Garibaldi dopo cena.

Siamo estremamente felici di questi splendidi 12 giorni in giro per la Francia, e torniamo a casa piendi di bei ricordi, di souvenir e di foto –  e pronti ad organizzare, non appena ci sarĂ  possibile,  una nuova vacanza estiva in Bretagna!

Viaggio in Normandia: DAY11

Viaggio in Normandia: DAY11

Mappa degli spostamenti di oggi

normandy-map-day-11

Dinan

Oggi ci svegliamo un po’ tristi: è il nostro ultimo giorno di viaggio, domani purtroppo saremo di ritorno in Italia 😦 Il nostro itinerario di oggi ci fa puntare verso sud per oltre 150 km: dobbiamo raggiungere Nantes, dove passeremo la notte e domattina prenderemo il treno di raccordo per Parigi. Lungo il tragitto abbiamo pianificato la visita di un delizioso borgo medievale che si chiama Dinan, a pochi kilometri da Saint-Malo.

Il centro abitato antico di Dinan risale circa al XIII secolo , è attorniato da possenti mura e si trova su una ripida altura che sovrasta il fiume Rance.  Arriviamo in macchina e troviamo parcheggio lungo le rive del Rance: sono quasi le 9 del mattino, e sul fiume sono attraccate parecchie barche a vela di piccole dimensioni, giunte qui con ogni probabilitĂ  dalla Manica risalendo la corrente. Facciamo pochi passi ed ecco lo splendido ponte in pietra, accessibile sia dai pedoni che dalle macchine – a tutti gli effetti è l’unico attraversamento  possibile sul fiume. Ma a quest’ora di macchine non se ne vedono ancora, e di gente pure…anzi, no: attraversa il ponte un signore anziano e si dirige verso la antistante panetteria dove pochi minuti prima abbiamo comprato una bella fetta di Kouign-Amann (evviva la linea!) per fare colazione. Ci nota e ci saluta con un “Bonjour et… bon apetit!”. Sorridiamo e ricambiamo il saluto con calore.

Il tempo di scattare qualche foto e partiamo ad affrontare la temibile Rue Jerzual, anche se il tempo è bello e fa ancora discretamente fresco… Rue Jerzual (o Rue du Petit Fort, dipende da quale altezza la imboccate) è l’unica via di accesso al borgo medievale di Dinan: è una ripidissima strada in salita lastricata di pietre lisce, sicuramente tremenda da affrontare quando piove e nelle ore piĂš calde (o una combinazione delle due, volendo). Ai lati della Rue, che è in leggera curva, si notano edifici a graticcio bellissimi che ospitano gioiellerie e piccole botteghe d’arte…ovviamente sono tutte chiuse perchĂŠ è sabato mattina. Saliamo piano, per non stancarci subito, e notiamo che ci sono persone che fanno jogging in discesa dal borgo e (folli) in salita verso di esso. Arriviamo in cima alla Rue ed ecco di fronte a noi il portale di ingresso alla cittĂ  alta (ricorda le porte di Bergamo alta): varcato questo, si apre una piccola piazza, attorno alla quale si snodano dedali di vie strette dal sapore medievale e letteralmente addobbate con gli stendardi bretoni e del comune. Oggi probabilmente è giorno di mercato: ci sono varie bancarelle nelle piazzette del borgo (sia “turistiche” che non) e con il passare delle ore si vede sempre piĂš gente. Ci spostiamo in Rue de l’Horloge ed alzando lo sguardo vediamo la piccola torre a punta dell’orologio comunale. Proseguiamo e troviamo alla nostra sinistra uno stranissimo edificio a graticcio con porticato e attorno alle finestre decorazioni lignee a forma di gnomi, leprecauni e altre figure fantastiche. Deve essere un bar e spaccio di prodotti tipici, ce ne sono moltissimi qui a Dinan. Proseguiamo lungo la piazzetta ed entriamo nella vicina basilica di Saint-Sauveur, che come moltissime chiese che abbiamo visitato nel nostro viaggio mostra una commistione di stili, sintomo del fatto che la sua costruzione/ammodernamento ha richiesto un arco di piĂš secoli. All’interno, l’organo suona melodie spezzettate: dai manifesti affissi, apprendiamo che domani sera c’è un concerto d’organo ed evidentemente l’organista sta provando i brani…prima di uscire, ammiriamo un coloratissimo ciclo di vetrate che rappresenta le vite di molti santi. Dietro la chiesa c’è un ampio giardino verde che un tempo ospitava un cimitero inglese: passeggiamo fino ai parapetti, dai quali si apprezza una vista incredibile sulle mura cittadine, sulla parte bassa di Dinan, sul Rance e – purtroppo – sull’orribile viadotto automobilistico che è stato costruito proprio sul nostro versante dell’altura.

Oggi è il nostro ultimo giorno in Bretagna: ne approfittiamo per entrare in uno spaccio di prodotti tipici e facciamo scorta di souvenirs alcolici: calvados, tanto bel sidro artigianale – sia dolce che brut –  e anche una piccola scorta della celeberrima birra bretone all’acqua d’oceano “Mor Braz”, del birrificio Mor Bihan di Theix …mannaggia, nei nostri piani originari avremmo dovuto proseguire il viaggio in Bretagna fino a raggiungere proprio quelle zone: Carnac, la penisola del Quiberon ed appunto il golfo del Morbihan… peccato, demandiamo tutto ad un prossimo viaggio con obiettivo unico: Bretagna! Ovviamente, dopo lo shopping siamo decisamente piĂš “pesanti”, ma è tutto calcolato: avevamo spazio nei nostri zaini e ci eravamo sapientemente attrezzati con borse porta-bottiglie giĂ  prima di partire 😉 Lasciamo per il momento il carico alcoolico alla gentile esercente dello spazio, per poi tornare dopo pranzo a riprenderlo. Cominciamo a sentire un languorino: Sara ed io ci guardiamo negli occhi e decidiamo di concludere la nostra vacanza normanno-bretone con un ultimo giro di moules frites… attendiamo pochi minuti fino all’apertura di una moulerie che pare molto caratteristica. Oltre che caratteristica, fa delle moules frites squisite e abbondanti: io le mangio al sidro, Sara al Rocquefort… accompagnamo il tutto con sidro dolce artigianale. Con la pancia piena e il cuore  soddisfatto, passiamo a ritirare le bottiglie e ci incamminiamo  sulla Rue Jerzual mentre il sole estivo ci massacra… fortunatamente siamo in discesa! Raggiungiamo la macchina e ripartiamo: la cittĂ  bassa è ora piena di turisti ed attraversare il ponte di pietra sul Rance diventa un’operazione lenta e non priva di pericolo quando si incrociano altre autovetture in senso opposto (il ponte è largo si e no una corsia e mezzo…)

Verso Nantes

Ci dirigiamo verso sud: viaggiamo su strade a scorrimento veloce, e ci mettiamo circa un paio d’ore a raggiungere Nantes. Infatti, è un caldo sabato pomeriggio di agosto: i francesi escono tutti dalle cittĂ  e si dirigono verso le spiagge sull’Atlantico… e come se non bastasse oggi è la giornata conclusiva del Festival Interceltico di Lorient, dunque molti saranno diretti proprio lĂŹ! Sulla tangenziale che circonda Rennes (che purtroppo non abbiamo il tempo di visitare, ma ne sarebbe valsa decisamente la pena) rimaniamo incastrati in un “bouchon”: restiamo fermi fortunatamente per poco tempo e riprendiamo verso Nantes, dove troviamo un po’ di coda in tangenziale – ma fortunatamente questa volta noi andiamo in senso opposto ai vacanzieri! Facciamo – per l’ultima volta nel nostro viaggio – check-in al BnB Hotel di Nantes, situato a Saint-Sebastien (non lontano dalla riva sud della Loira), ci riposiamo un po’ e facciamo una doccia; per cena ci spostiamo a Nantes in cerca di una pizzeria o di un locale aperto, ma niente da fare: stessa situazione accaduta esattamente 7 giorni fa a Le Havre…ma dove spariscono tutti i francesi il sabato sera??? Ripieghiamo dunque su un tranquillo ristorante a pochi km dall’hotel, dove mangiamo una galette, e poi ritorniamo per la notte.

CONTINUA CON Viaggio in Normandia: DAY12 …

Viaggio in Normandia: DAY10

 

Viaggio in Normandia: DAY10

Mappa degli spostamenti di oggi

normandy-map-day-10

 

Saint-Malo

Oggi andiamo dritti in Bretagna! Destinazione: il département dell’Ille-et-Vilaine, dove visiteremo nel mattino Saint-Malo e poi ci sposteremo nel pomeriggio attraverso il litorale della penisola, fino a raggiungere Cancale entro sera.

Saint-Malo è una cittĂ  portuale antichissima separata da un altro grande centro abitato, Dinard, dal largo estuario del fiume Rance. Giungiamo in auto verso le 10 e la nostra buona stella non si smentisce: troviamo parcheggio in uno stradone poco lontano dal porto…dunque, un’ottima occasione per avvicinarsi a piedi ai bastioni della cittĂ  fortificata , che è letteralmente stata eretta su un grande scoglio nella punta nord-occidentale della penisola. Il porto è strapieno di barche: è estate, e Saint-Malo è un notissimo punto di ritrovo per gli appassionati di vela e un luogo ideale per chi fa windsurf! C’è una leggera brezza di mare, e si preannuncia una giornata molto calda. Entriamo a piedi in cittĂ  attraversando i bastioni (questa parte della cittĂ  è chiamata “intra-muros”) e non possiamo non notare che il traffico è giĂ  vivace e per strada ci sono molti turisti e “maloins”… Immaginiamo solo lontanamente cosa voglia dire cercare parcheggio nelle strade della cittĂ  vecchia, quanto costi e soprattutto quanto possa essere difficile manovrare nelle stradine! Decisamente meglio muoversi a piedi. Saliamo verso la Cattedrale di Saint-Vincent, ma prima di entrare a visitarla mettiamo il naso dentro una boulangerie per la colazione e finalmente troviamo il dolce che da mesi leggiamo essere tipico di queste zone: il Kouign-Amann! Mentre ne mangiamo una bella fetta per strada, ammiriamo gli scorci offerti dalle case. Saint-Vincent è una chiesa con planimetria su piĂš livelli – attenzione ai gradini, quindi! – come poche ne abbiamo viste… forse San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia può assomigliarle in parte. Nella chiesa troviamo la tomba di Jacques Cartier, originario proprio di Saint-Malo, primo europeo ad esplorare il Canada.

Torniamo in strada e decidiamo, anche se non ne siamo proprio convintissimi, di andare a visitare la “Demeure du Corsaire”: residenza di lavoro dell’armatore corsaro François Auguste Magon de la Lande, vissuto nel XVII secolo e accreditato presso il Re Sole. Al giorno d’oggi la dimora è divenuta l’Hotel d’Asfeld, ma certe sue parti sono visitabili in qualitĂ  di casa-museo. L’ingresso costicchia, ma è compresa una visita guidata e dobbiamo dire che – anche se ci è stato raccontato tutto in francese – non ci siamo persi una singola parola del racconto grazie alla bravura della guida. Visitando le stanze ci si immerge nella storia di Saint-Malo, delle antiche compagnie commerciali che partivano da qui alla volta di paesi esotici da poco scoperti, nella vista dell’armatore Magon… la spiegazione è bella perchĂŠ è tenuta proprio nelle stanze dove l’armatore incontrava i suoi clienti ed è possibile ammirare numerosi reperti dell’epoca: armi (archibugi, cannoni, spade), modellini e stampe di velieri, riproduzioni di mappe geografiche dell’epoca – le adoro, mobilio d’epoca, senza contare una bella selezione di spezie esotiche.  Usciamo dalla visita decisamente soddisfatti! Se ci fosse tempo, andremmo anche a vedere la mostra dedicata alla cartografia antica che è pubblicizzata per le vie della cittĂ …ma purtroppo il tempo non c’è, che peccato!

Dopo un bel panino innaffiato con sidro dolce, consumato sui tavoli in strada di un minuscolo caffè in centrissimo, attraversiamo la città fino al lato ovest delle mura, da cui si accede ad un’incredibile spiaggia che per metà è di sabbia e per metà di scogli: il panorama è mozzafiato, la spiaggia è abbastanza affollata e al largo c’è una moltitudine di vele e di moto d’acqua. La vista è bellissima sulle isole del Grand Bé e del Petit Bé: la prima è teoricamente raggiungibile a piedi quando la marea è bassa, ma ora risulta completamente sommersa. Ad ogni modo, non avremmo comunque avuto il tempo di visitarla. Ci arrampichiamo sugli scogli della spiaggia e restiamo qualche minuto a contemplare questo posto meraviglioso: la brezza di mare ci fa dimenticare che è il primissimo pomeriggio (e già sappiamo che pagheremo cara questa dimenticanza: a fine giornata infatti saremo entrambi un po’ scottati per il sole!). Continuiamo  la passeggiata sui bastioni “costeggiando” la statua di Surcouf e dirigendoci ad est: davanti a noi si vede chiaramente il Fort Nationale. Proseguiamo ancora qualche decina di metri e poi scendiamo di nuovo intra-muros per dirigerci verso l’automobile: ora c’è davvero un mucchio di gente per strada!

Un bagno gelido alla Plage du Verger

Recuperiamo la macchina e usciamo da Saint-Malo lungo la D201, che attraversa la penisola verso est. Fa davvero caldo, ci sono 30°! Decidiamo quindi di fermarci un’oretta a fare i “turisti da spiaggia” per rinfrescarci… Lungo il tragitto di oggi, sapevamo dell’esistenza di una spiaggia molto bella, a Le Verger. Il navigatore ci porta in prossimitĂ  della spiaggia e notiamo che tutti hanno avuto la nostra stessa idea: ad entrambi i lati della piccola strada asfaltata costiera c’è una fila interminabile di automobili parcheggiate! Manco a farlo apposta, troviamo come al solito parcheggio non distante dall’ingresso della spiaggia e finalmente ci troviamo uno spazietto sulla sabbia, tra la massa enorme di persone che c’è qui – per fortuna la spiaggia è molto grande. Stendiamo un asciugamano e ci spogliamo – sotto c’è giĂ  il costume, siamo previdenti! – e ci dirigiamo verso l’acqua: è gelidissima! La Manica è decisamente diversa dal Mediterraneo. Riesco a bagnarmi i piedi fino alle caviglie ma poi desisto, è troppo fredda…Sara invece ad entrare fino al collo per qualche decina di secondi, poi risale anche lei 🙂

Pointe du Grouin

Ci asciughiamo al sole, ci rivestiamo e ripartiamo verso la punta nord-orientale della penisola, detta Pointe du Grouin. Questo lembo di terra è un’oasi naturale visitabile a piedi da cui si gode di un panorama magnifico su entrambi i lati della penisola, quello verso Saint-Malo e quello verso Cancale. Lasciamo la macchina in una piccola area di sosta predisposta per i turisti e prendiamo un piccolo sentiero tra l’erba che ci porta fin sulla scogliera: da qui ammiriamo l’Ile des Landes, dalle caratteristiche formazioni rocciose, sulla quale si riproducono cormorani neri ed altre specie di uccelli. Se avete buona vista e imbroccate una giornata dal cielo terso, da qui potete vedere in lontananza Mont-Saint Michel – ovviamente lo zoom della macchina fotografica viene in aiuto! Nel piccolo canale tra la scogliera e l’isola, non manca il passaggio occasionale di barche a vela e persone che pescano.

Torniamo sul sentiero principale, passiamo di fronte ad una casa matta abbandonata (residuo bellico) e ci spingiamo fino al punto piĂš a nord della Pointe: da qui si ammira un panorama incredibile…ed è un peccato non poter attendere fino al tramonto, perchĂŠ davvero ne varrebbe la pena.

Cancale

Concludiamo il nostro tour di oggi riprendendo la macchina ed entrando a Cancale. Cancale è una piccola cittadina, ma è famosa a livello planetario perchĂŠ viene ritenuta la capitale dell’ostricultura, ed in effetti Cancale vive attorno a questa: ci sono molti ristoranti, soprattutto sul lungomare, che offrono specialitĂ  di mare – non solo ostriche, ma ogni genere di frutti di mare (escargots de mer, coquilles Saint-Jacque, ricci, etc..) senza contare il pescato “ordinario”. Siamo venuti a Cancale proprio per farci una bella mangiata di frutti di mare! Io dal canto mio non ho mai assaggiato le ostriche e questo mi pare il posto giusto per la mia iniziazione.

Prima di cena, andiamo a goderci l’imminente tramonto sul pontile di legno al quale attraccano piccole barche: c’è bassa marea e le barche sono in rada, appoggiate su un fianco. Sotto il sole, il bagnasciuga generato dalla marea che si ritira brilla come se fosse disseminato di diamanti e si fa fatica a tenere gli occhi aperti. Dall’altro lato del pontile si notano distintamente i “filari” degli allevamenti di ostriche…stanno a pochi metri dalla riva ed ora che c’è bassa marea è momento di raccolta: alcuni operai muovono un piccolo trattore sul bagnasciuga e caricano le ostriche su dei pianali. Dove vanno a finire tutte queste ostriche? Ai ristoranti, certo. Ma noi sappiamo giĂ  che possiamo assaggiarle direttamente al bordo della spiaggia. Infatti, pochi metri oltre il pontile, c’è una piccola piazzetta adibita ai banchetti dei venditori di ostriche fresche al dettaglio: è proprio qui dove vogliamo gustarci le ostriche, direttamente dal produttore al consumatore!!! Di banchetti ce ne sono una decina, tutti con prezzi simili ma formule diverse ma tra loro: c’è chi non si scomoda a vendertene meno di una dozzina, chi invece te ne dĂ  quante ne vuoi. Il fattore comune è questo: ti aprono con il coltello davanti agli occhi le ostriche che vuoi (ci sono diverse tipologie, le migliori e piĂš grandi sono le “creuses”), ti danno un piattino ed un coltellino di plastica per gestirle, e se vuoi ti danno uno spicchio di limone… dopo di che, slurp, te le bevi crude! Ero curiosissimo di assaggiarle: per iniziare ne abbiamo prese 6 per 5€, dopo di che siamo tornati per un’altra mezza dozzina dallo stesso banchetto e nel marasma ci ha fatto pagare solo altri tre euro, per simpatia. Morale: 9€ per 12 ostriche. Dove nel mondo le puoi mangiare piĂš fresche, buone ed economiche? Le abbiamo apprezzate tantissimo, seduti su una specie di mulattiera di fronte ad un tratto di spiaggia ormai irriconoscibile perchĂŠ completamente ricoperto di gusci d’ostrica. Tutti, finito di mangiare le ostriche, lanciano i gusci sulla spiaggia… e gli uccelli marini ringraziano.

E’ ora di cena…dopo l’aperitivo di ostriche, mangiamo il pesce in un ristorante sul lungomare: un antipasto di molluschi, del pesce alla griglia e concludiamo con dolci bretoni – io resto fedele al Kouign-Amann mentre Sara tenta il Far Breton. Il sole è ormai tramontato: facciamo quattro passi sul lungomare e poi torniamo in macchina a Saint-Malo per la notte, stanchi ma felicissimi della giornata e …un po’ scottati in volto 🙂

CONTINUA CON Viaggio in Normandia: DAY11 …