Viaggio in Normandia: viabilità, parcheggi, pedaggi, carburante

Guidare in Normandia

Spendiamo qualche parola anche per dare un’idea di cosa aspettarsi una volta che ci si mette alla guida in Normandia…e diciamo che le aspettative sono a dir poco rosee: strade generalmente poco trafficate e ben tenute, molte autostrade gratuite, carburante a prezzi convenienti rispetto all’Italia, parcheggi abbondanti anche in aree urbane e a prezzi popolari.

Vi racconteremo la nostra esperienza alla guida di un’automobile – lo diciamo perchè sappiamo che molti visitano la Normandia in moto oppure in camper, anche se le considerazioni che faremo rimangono comunque utili.

Innanzitutto vi consigliamo caldamente di dotarvi di un navigatore GPS con mappe della regione aggiornate oppure per chi preferisce viaggiare “vecchio stile” delle cartine dettagliate (la Michelin ne fornisce di validissime). Noi ci siamo arrangiati con un navigatore GPS (il nostro) per gli spostamenti sulle lunghe leve, mentre per girare nei centri abitati ci siamo soprattutto basati su semplici stampe delle videate di Google Maps: per girare a piedi sono ideali,

Devo dire che ho avuto un po’ di timore quando – in sede di pianificazione del viaggio – ho realizzato che avremmo dovuto partire verso la Normandia dall’agenzia di noleggio auto sita nel cuore di Parigi: sarebbe stata una mattina di un giorno feriale in ora pendolare (le 8.30 del mattino), nella prossimità di Ferragosto, in pieno centro urbano. Insomma: mi vedevo già bloccato in coda un “bouchon” – come lo chiamano i Francesi – in mezzo all’isteria collettiva. Fortunatamente Parigi era semi-deserta! Anche il tanto temuto Peripherique (l’equivalente del Grande Raccordo Anulare romano o delle tangenziali milanesi) era poco trafficato e siamo in scioltezza arrivati all’imbocco della A13, l’Autoroute de Normandie, che ci ha portato a nord-est in dirazione Rouen.

A parte il caso fortunato di Parigi, in prossimità dei principali centri urbani (Rouen, Caen, Rennes, Nantes) abbiamo trovato un poco piu di traffico…l’unica occasione in cui abbiamo dovuto fermarci è stata venendo da Dinan all’ingresso della circonvallazione di Rennes: un bel “bouchon” causato – era sabato pomeriggio dell’11 agosto, 32 gradi all’ombra – dai vacanzieri in fuga verso la costa bretone atlantica. Siamo globalmente in coda per circa 10 minuti, non di più.

Le strade sono tenute in ottimo stato e collegano bene le principali località.

Le regole di guida in Francia

Le regole di guida in Francia sono ovviamente uniformate a quelle UE, dunque non avrete sorprese: si guida esattamente come in Italia. Certo, alcuni cartelli e soprattutto la segnaletica orizzontale (i parcheggi a pagamento, in primis, che sono segnalati in bianco ma recano l’eloquente scritta: “payant”) sono leggermente differenti nell’estetica rispetto ai nostri ma comunque molto ben riconoscibili. Forse l’unica differenza rispetto all’Italia sta nel fatto che le autostrade sono segnalate con il colore blu, mentre le strade statali con il colore verde (esattamente l’opposto che da noi).

Sulle strade normanne si vede in giro tanta “gendarmerie” (la nostra “pula”) in auto, ma ci è capitato solo una volta di incontrare una postazione mobile laser (vicino a Caen) e un autovelox fisso (sempre nella circonvallazione di Caen, ce ne siamo accorti dalla combinazione lineare: navigatore GPS che suona l’allerta + le auto davanti rispettano magicamente il limite di velocità + qualcuno ti fa le luci)

Il guidatore francese in media guida bene: rispetta le precedenze, anche se la tendenza generale è di non rispettare, anche se di poco, i limiti di velocità.

I pedaggi

Ci è capitato solo una volta di pagare pedaggi, sulla A13 tra Parigi e Vernon, dopo di che abbiamo sempre percorso strade statali e “autoroutes”senza trovare un casello.

I parcheggi

Sara ed io avevamo preventivato una bella spesa per i parcheggi in giro per la Normandia, soprattutto nelle città e a Mont Saint Michel. Se per Mont Saint Michel questa previsione si è avverata (del resto, non avremmo potuto fare diversamente visto che non è possibile lasciare l’auto se non nelle aree apposite, a meno di non voler scarpinare davvero kilometri e kilometri), abbiamo speso in realtà zero (0,00€) per i parcheggi…miracolo? No, semplicemente abbiamo avuto un po’ di pazienza e buon senso nel cercare i parcheggi non a pagamento, che sono abbondanti! Abbiamo sempre trovato ottimi parcheggi liberi a breve distanza dalle zone di nostro interesse, colmabile con pochi minuti di camminata. Certo, caro lettore, se poi vuoi parcheggiare a dieci metri di distanza dalla cattedrale di Rouen oppure nella zona infra-muros a Saint-Malo, bè, allora preparati a sborsare un bel po’…

Il carburante

Altro argomento caldo: il carburante. Diciamo subito che diversamente dall’Italia, in Normandia è difficile trovare  distributori lungo le strade di lunga percorrenza (autoroutes): non aspettatevi di trovare una pompa di carburante ogni 10 km! Un’altra regola quasi scientifica è il Carrefour: ogni Carrefour ha annesso un distributore, quindi andate sul sicuro se abbinate spesa e rifornimento 🙂

Il costo dei carburanti è inferiore rispetto all’Italia, che ahinoi si distingue per i prezzi elevatissimi: ad agosto 2012 un litro di gasolio costava tra 1.3 e 1.4 €/litro, mentre per la benzina viaggiava tra 1.5 e 1.7 €/liltro. Questo sito dice dove si trovano i distributori in tutta la Francia e quali sono i prezzi dei carburanti.

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Viaggio in Normandia: pianificazione – Parte 2: i mezzi di trasporto

… CONTINUA DA Viaggio in Normandia: pianificazione – Parte 1: l’itinerario

Il treno

Per l’acquisto dei biglietti dei treni ci siamo affidati al sito TGV Europe (tratta Italia-Francia) e al sito della SNCF, l’equivalente francese di Trenitalia (tratta interna Nantes-Parigi): acquisto effettuato circa alla metà di maggio, seconda classe, cifre bassissime (35€ per Nantes-Parigi, e circa 25€ per Milano-Parigi e viceversa!…provate a viaggiare in seconda classe da Milano a Roma e poi ditemi quanto spendete, facendo il rapporto con i relativi tempi di percorrenza…), biglietti elettronici stampati a casa. Unica pecca: le 8 ore di viaggio per raggiungere Parigi dall’Italia..ma che dobbiamo farci, per contenere i costi è stato necessario. E poi è un’ottima scusa per fare un giro a Parigi!

Il noleggio dell’automobile

Per ciò che riguarda il noleggio dell’automobile ci siamo rivolti alla Hertz, anche se alla fine dei conti anche Europcar offriva prezzi similari. La prenotazione l’abbiamo fatta online sul sito Hertz – che non è fatto molto bene, sappiatelo: si fa fatica a capire anche solo il numero verde del servizio clienti per l’Italia! Abbiamo inizialmente fatto un po’ di fatica a capire tutte le clausole assicurative opzionali per il contratto, ma che a conti fatti ed a buon senso era opportuno inserire: copertura sull’incolumità fisica dei passeggeri e dei loro beni trasportati, oltre che l’abolizione della franchigia in caso di danno…cioè, della serie: se tampono o faccio un incidente lieve e ho meno di 5000 euro di danno al veicolo (cosa che è obiettivamente molto piu probabile che sfasciare completamente la macchina ed andare al Creatore, non trovate?) i danni al me li pago tutti io se non ho queste coperture addizionali…per non parlare di qualsiasi cura/esame clinico si dovesse fare in seguito ad eventuali colpi di frusta/contusioni/etc.

Abbiamo puntato a richiedere un’auto medio-piccola e dai consumi contenuti: siamo stati ascoltati, perchè ci è stata data fortunatamente una Citroen C3 nuova di pacca (aveva 5000 km) diesel, per cui abbiamo sostanzialmente fatto un paio di rabbocchi di gasolio in 12 giorni, oltre naturalmente al pieno finale per poter riconsegnare la macchina con il serbatoio colmo.

Altra scocciatura che abbiamo affrontato è stata la riconsegna: la macchina noi l’avremmo lasciata a Nantes (agenzia Hertz diversa da quella di partenza di Parigi), dunque abbiamo dovuto specificare nel contratto questo fatto oltre a premonirci di tutto ciò che serviva per segnalare la riconsegna dell’auto (ora di consegna, km percorsi, stato del serbatoio, etc..) dal momento che il giorno della riconsegna, una domenica mattina, l’agenzia Hertz era chiusa. Per farla breve, abbiamo lasciato l’auto parcheggiata vicino all’agenzia di riconsegna e le chiavi dell’auto insieme ad una copia del contratto e al modulo del kilometraggio percorso in un’apposita key-box murata all’esterno dell’agenzia di Nantes. Attenzione, perchè dell’esistenza della key-box non se ne parla sul sito web della Hertz: abbiamo dovuto estorcerla all’operatore del servizio clienti, dal momento che ogni volta che abbiamo provato a telefonare dall’Italia all’agenzia di Nantes il telefono suonava sempre occupato…

Per chi di voi cercasse valide alternative ci sono Europcar, AVIS, Alamo e molte altre…cercate, Google è vostro amico 🙂

PROSEGUE CON Viaggio in Normandia: pianificazione – Parte3: i pernottamenti

Viaggio in Normandia: pianificazione – Parte 1: l’itinerario

Abbiamo iniziato a pianificare il nostro viaggio poco dopo la Pasqua 2012 (circa a metà aprile), mantenendo fermi pochi intenti: volevamo visitare quante piu mete possibile in Normandia contenendo al massimo i costi globali…il tutto ovviamente in maniera compatibile con i periodi di ferie e procedendo ad un viaggio quanto piu sereno possibile (volevamo un tour, non un tour-de-force). Richieste tra di loro incompatibili, certo, ma come sempre è possibile mediarle e giungere ad una soluzione ottimale. Abbiamo voluto pianificare con largo anticipo il viaggio, in modo da approfittare delle migliori offerte sui trasporti/pernottamenti/etc… ed evitare quanto piu possibile gli imprevisti.

L’itinerario

La prima cosa che Sara ed io abbiamo deciso è la lista delle mete che avremmo desiderato visitare: abbiamo cercato di mantenere la lista il piu scarna possibile, in modo poi da individuare un itinerario che le potesse “connettere” tutte. Quali fonti abbiamo usato? Le principali sono state queste:

  1. Guide turistiche relative a Bretagna e Normandia: nello specifico abbiamo usato la guida Lonely Planet del 2009 trovata in biblioteca. A voi consiglio di acquistare una guida aggiornata, così potrete disporre di informazioni fresche su orari di ingresso alle attrazioni/musei/luoghi, sui migliori ristoranti/locali, sui vari “happening”. Se però siete interessati solo a farvi un’idea di quali luoghi visitare e quali attrattive propongono, così come sulla loro storia, una guida anche non recente può bastare. La Lonely Planet è una guida “smart”, che sottolinea gli itinerari adatti a viaggiatori giovani e senza tante pretese in fatto di comodità e sciccheria del soggiorno: tuttavia, manca di una sezione di mappe – come ad esempio hanno le guide del Touring Club (mancanza altresì colmabile acquistando una buona cartina a parte, oppure se si dispone di un buon navigatore GPS). Una cosa molto carina è che sulla Lonely Planet si trovano anche itinerari non convenzionali (come ad esempio per oasi naturali), da fare in bicicletta, oppure alla scoperta delle meraviglie enogastronomiche della regione.
  2. Internet! Non finirò mai di ringraziare tutte le persone che hanno scritto pagine e pagine sui loro blog, su siti web a tema, su forum di viaggio, raccontando la loro esperienza e gli itinerari da loro percorsi in Normandia e Bretagna. Come sempre, la community è la miglior fonte di conoscenza: chi meglio di chi ci è stato può informarvi meglio su una meta? Devo dire che la migliore recensione di viaggio in Normandia è – a mio avviso – quella di Davide Martini, uno che di viaggi se ne intende: da lui abbiamo imparato come si pianifica un viaggio on-the-road (per noi, questo è stato il primo in assoluto!) e tante cose utili sulla logistica e la ristorazione in Francia.

E una volta stilata la lista? Panico! Ne è risultato un itinerario di almeno 3000 km tra Normandia e Bretagna, della durata di oltre 15 giorni. Un po’ troppo, sia per il costo che per il tempo impiegato. Abbiamo quindi sfoltito la lista in modo da fermarci alla sola Normandia (sigh, la Bretagna…sarà la meta di uno dei nostri prossimi viaggi!): in totale, i giorni comprensivi di viaggi per/dalla Francia sono scesi a 12 – ampiamente compatibili con i periodi di ferie.

Valutata la lista finale delle mete, abbiamo ragionato sulla direzione di marcia (avremmo percorso l’itinerario da est ad ovest o viceversa?) e su quali mezzi ci avrebbero portato in Francia e riportato infine in Italia…avremmo raggiunto la Francia con la nostra auto privata? Oppure in aereo? O magari in treno?

Abbiamo ritenuto conveniente evitare l’aereo per piu motivi (alto costo, a meno di non viaggiare low-cost ma con tutte le limitazioni del caso: peso limitato per i bagagli, pochi aereoporti serviti in prossimità delle mete del nostro itinerario, difficoltà a raggiungere l’aereoporto di partenza in Italia) mentre ci piaceva l’idea di prendere una macchina a noleggio direttamente in Francia (un po’ meno l’idea di andare là usando la nostra macchina): con un mezzo a nostra disposizione avremmo potuto andare dovunque usando il nostro navigatore GPS…inoltre il costo dei carburanti in Francia è decisamente inferiore all’Italia, dunque le spese non sarebbero state oltremodo eccessive, mentre di compagnie di noleggio ce ne sono a bizzeffe (per citarne alcune: Hertz, Europcar, Alamo, AVIS).

Infine, abbiamo deciso che avremmo raggiunto la Francia in treno (il famoso TGV!) comodamente da Milano, e ad un prezzo irrisorio: 25€ a testa per la tratta Milano-Parigi, con partenza in mattina tarda ed arrivo all’ora di cena. Certo, questa soluzione di viaggio ci costringerà in pratica a trascorrere un giorno di viaggio in treno per l’andata, ed altrettanto per il ritorno…ma sinceramente, l’idea non ci dispiaceva, sia per il costo molto limitato, sia per il fatto che i treni francesi sono molto piu efficienti di quelli italiani e il paesaggio sulla tratta è bellissimo (si passa per la Savoia e per Lione).  Abbiamo quindi deciso di far cominciare il nostro viaggio arrivando in treno a Parigi, noleggiando l’auto il mattino seguente e proseguendo verso nord-est.

Ma dunque…dove sarebbe terminato il viaggio? Dopo aver viaggiato centinaia di kilometri verso nord-est, tornare a Parigi per riprendere il treno per Milano sarebbe stato difficile e costoso sia in termini di tempo che di carburante: avrebbe avuto molto piu senso terminare il noleggio auto nei paraggi delle ultime mete del nostro viaggio (segnatamente, Saint Malo e Dinan): abbiamo dunque deciso di proseguire il viaggio fin verso Nantes, riservandoci di visitare velocemente Rennes, e dunque l’ultimo giorno avremmo dovuto spostarci in treno da Nantes a Parigi (TGV comodo al mattino, 2 ore) e poi da Parigi a Milano come all’andata.

Bingo, itinerario pronto!:-)

Il periodo dell’anno

Ovviamente, era d’uopo capire in quale periodo dell’anno fosse conveniente partire per i 12 giorni in Normandia.

Credo che il periodo migliore sia da metà maggio a metà luglio oppure a settembre, meglio se non troppo inoltrato: in questi periodi il clima è clemente e l’affluenza turistica è minore rispetto al cuore dell’estate…è tuttavia obiettivamente piu difficile (almeno, per me!) riuscire ad avere le ferie in quei periodi. Sommando questo fattore alle esigenze di studio di Sara, che avrebbe avuto solo il mese di agosto libero dagli esami universitari, il periodo è presto individuato: la prima metà di agosto (tassativamente prima di Ferragosto, altrimenti avremmo rischiato di finire imbottigliati nell’esodo parigino verso le località marittime di villeggiatura e avremmo soprattutto trovato prezzi maggiorati per i mezzi di trasporto e per gli alberghi).

CONTINUA CON Viaggio in Normandia: pianificazione – Parte2: i mezzi di trasporto